A 100 chilometri da Sottomarina, si trova Ravenna.
Ravenna è stata capitale tre volte:
• dell'Impero Romano d'Occidente (402 - 476) [1];
• del Regno degli Ostrogoti (493 - 553);
• dell'Esarcato bizantino (568 - 751).
Per le vestigia di questo luminoso passato, Ravenna è una delle pochissime città al mondo a vantare ben otto monumenti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Mausoleo di Galla Placidia
Dopo la morte dell'Imperatore Onorio, la sorella Galla Placidia assunse nel 423 la reggenza dell'Impero. Costretta a trasferirsi da Costantinopoli a Ravenna, Galla Placidia dette l’avvio alla costruzione di vari edifici di culto, tra cui la chiesa cruciforme di S. Croce. In corrispondenza al nartece di questa chiesa furono erette due piccole costruzioni. Il Mausoleo attuale è quanto rimane di queste costruzioni, e corrisponde alla costruzione di destra, che è rimasta intatta nei secoli.
Il monumento risale al periodo dal 425 al 450. La grande semplicità della struttura muraria esterna è in netto contrasto con lo splendore e la raffinatezza delle decorazioni interne. L’interno è a croce latina. In basso si trova una zoccolatura rialzata di marmo giallo e superiormente un rivestimento musivo, che ben si adegua all'architettura e che - nel complesso - è magnificamente conservato. Nella cupola, sopra i simboli dei quattro Evangelisti, è raffigurato un cielo notturno con 570 stelle d'oro roteanti attorno ad un'aurea croce latina, che occupa il sommo della calotta.
L'atmosfera del mausoleo è davvero magica: entrando nel piccolo edificio, colpisce l'improvviso passaggio dalla luce del giorno alla riproduzione dell'atmosfera notturna.
Il Battistero Neoniano - detto anche degli Ortodossi - è il più antico dei monumenti ravennati: la sua costruzione ebbe inizio alla fine del IV secolo e si protrasse fino alla metà del V. E' una semplice costruzione in laterizi, di forma ottagonale, con quattro grandi nicchie che si diramano all'esterno. Le quattro porte sono interrate, poiché il livello originario è a circa 3 metri sotto il livello stradale. L’edificio fu completato con la cupola e decorato splendidamente con i mosaici, dal vescovo Neone verso il 450. L'esterno è realizzato nella parte più alta dal profilarsi di lesene che si risolvono in archetti pensili, mentre l'interno è tutto un ben calcolato succedersi, dal basso in alto, di specchianti policrome tarsie marmoree, di stucchi e di mosaici
La Cappella del Palazzo Arcivescovile di Ravenna è una cappella situata al primo piano del Palazzo Arcivescovile. Unico monumento di ortodossa natura ad essere stato costruito durante il regno di Teodorico, la Cappella Arcivescovile, conosciuta anche come Cappella di Sant'Andrea, è l'antico oratorio dell'Episcopio ravennate, voluta dal Vescovo Pietro II e dedicata a San Pietro Crisologo, arcivescovo di Ravenna dal 433 al 450. La cappella fu allestita nel 495.
La Cappella Arcivescovile si presenta con una pianta a forma di croce, dotata di un vestibolo completamente marmoreo nella parte inferiore e ricco di mosaici di straordinaria unicità in quella superiore.
La Basilica Sant'Apollinare Nuovo fu eretta poco prima del 526 dal Teodorico, che la destinò al culto ariano, dedicandola al Salvatore. Dopo la cacciata dei Goti la chiesa, verso il 561, fu riconciliata al culto cattolico e fu dedicata a San Martino di Tours. Verso la metà del IX secolo il sacro edificio cambiò ancora una volta denominazione: essendovi state trasportate le reliquie di Sant'Apollinare - che fino ad allora eran custodite nella basilica extraurbana di Classe - fu chiamata Sant'Apollinare Nuovo.
Il Mausoleo di Teodorico è situato poco fuori del centro di Ravenna. Il re dei Goti, che morì nel 526, volle costruirselo cercando una pietra grandissima che ne costituisse la copertura. Ed infatti, questa misura undici metri di diametro e circa tre di spessore; il suo peso si aggira sulle 300 tonnellate. La costruzione risulta realizzata con grossi blocchi di calcare istriano, ben squadrati e saldamente connessi a secco, ossia senza calce fra loro. L'edificio s'articola in due ordini sovrapposti.
Tomba di Dante
La tomba del sommo Poeta, morto a Ravenna nella notte fra il 13 ed il 14 settembre del 1321, si trova in fondo alla centralissima Via Dante. La edificò dapprima lo scultore-architetto Pietro Lombardi, alla fine del Quattrocento. L’arca che racchiude le ossa di Dante si trova sulla parete di fondo; sulla fronte è inciso l'epitaffio latino dettato da Bernardo Canaccio nel 1327. Sopra l'urna spicca un bassorilievo scolpito nel 1483 dal Lombardi, che raffigura Dante pensoso, presso un leggio. Sull’avello di marmo greco, al di sotto del bassorilievo, sono incisi sei esametri latini che Dante, ancor vivo, pare avesse consacrato alla sua memoria e nei quali chiama Firenze madre di poco amore. Nei pennacchi, in quattro medaglioni, sono raffigurati Virgilio, Brunetto Latini, Can Grande Della Scala e Guido da Polenta. Il resto è decorato da eleganti stucchi. Dalla volta pende una lampada votiva, che è alimentata dall'olio dei colli toscani, offerto ogni anno dal Comune di Firenze.
Distanza da Sottomarina: 100 km
Tempo di percorrenza: 2h 20’
Monumenti Patrimonio dell’Umanità:
Mausoleo di Galla Placidia
Battistero Neoniano
Cappella Arcivescovile
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo
Mausoleo di Teodorico
Battistero degli Ariani
Basilica di San Vitale
Basilica di Sant'Apollinare in Classe
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